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Monte Cengio tra Mulattiera di Arroccamento e Salto del Granatiere

Quando decisi di fare una gita sul Monte Cengio non avevo la piena consapevolezza di ciò che avrei visto. Eravamo in due ad aver scelto di condividere questa esperienza nell’unica giornata di sole che il tempo ci regalò in una tempestosa estate. Ci eravamo documentati sul tipo di percorso, sul luogo, sul dislivello e sul tempo di percorrenza come sempre facciamo quando affrontiamo un’uscita di trekking. Dai nostri vecchi libri di storia sulla Grande Guerra, reperiti ai mercatini dell’antiquariato, e dalle poche guide turistiche che trattano di questo percorso spiccano nomi che destarono la nostra curiosità: “Mulattiera d’Arroccamento” e “Salto del Granatiere“. Parcheggiata l’auto in una zona di sosta, il nostro cammino ha preso inizio da un sentiero comune ma che dopo pochi passi cominciò a svelare gallerie e aree di baraccamenti della Prima Guerra Mondiale.

Monte Cengio: mulattiera d'arroccamento, Altopiano di AsiagoLa Mulattiera di Arrocamento nel Monte Cengio

Il proseguire ci ha portati con gran sorpresa a quello che definirei uno spettacolare balcone a strapiombo sulla Val d’Astico. La famosa “mulattiera d’arroccamento” si apriva davanti alle nostre macchine fotografiche in tutta la sua imponenza. Un’opera di difesa realizzata nel profilo più esposto del Monte Cengio per mano della 93a Compagnia Zappatori del I Reggimento Genio negli anni 1917-1918, caratterizzata da cenge naturali e artificiali e da gallerie scavate nella roccia. Soprannominata “la granatiera” questa via, protetta dai tiri dell’artiglieria austriaca, consentiva l’accesso alla zona sommitale del Cengio.

 

Monte Cengio: Salto del Granatiere, Altopiano di AsiagoIl Salto del Granatiere nel Monte Gengio

Lungo l’arroccamento d’alta quota uno sperone di roccia ha destato la nostra attenzione. Subito alle mie spalle una voce orgogliosa: “Lì voglio che mi scatti una foto! Sul Salto del Granatiere!”. Tra i più noti episodi di eroismo che hanno contraddistinto l’esercito italiano nella Prima Guerra Mondiale, se ne distingue uno per la strenua difesa del Monte Cengio. Nel giugno del 1916, sull’Altopiano di Asiago, il nemico scatenò un’imponente offensiva contro le postazioni italiane. I Granatieri resistettero vigorosamente ai ripetuti attacchi, finché senza più né viveri né munizioni, in scontri corpo a corpo si lanciarono nel vuoto con i loro assalitori precipitando verso valle. In memoria di questo episodio, il baratro del Monte Cengio ha preso il nome di “Salto del Granatiere”.

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